Venerdì 17 settembre, alle ore 18, presso la nuova sala riunioni, in piazza dell’Unità a Centobuchi, sarà presentata l’ultima opera noir di Gino Marchitelli, dal titolo "Panico a Milano".
Gino Marchitelli è ormai un personaggio abituale a Monteprandone, avendo presentato qui tutte le sue opere con l’Associazione Alchimie d’Arte.
La serata sarà condotta da Domenico Parlamenti e Enrica Consorti e avrà il patrocinio del comune di Monteprandone.
L’entrata avverrà con il green pass, preferibilmente con prenotazione per info e prenotazioni 3285546583.
Il programma di Alchimie d’Arte si svilupperà attraverso l’autunno, inverno del 2021, fino alla primavera del 2022 con una serie molto interessante di eventi di Cultura e di Arte e altro, che si svolgeranno nel Piceno.
Il libro
Due anziani ex repubblichini non pentiti, coinvolti a suo tempo in un efferato crimine da cui erano riusciti ad uscirne indenni dal punto di vista processuale, vengono uccisi: il primo nella propria abitazione a San Giuliano Milanese dopo esser stato sottoposto a sevizie con cavi elettrici e il secondo in un ospedale dove era ricoverato. La polizia locale brancola nel buio e reagisce con fastidio all’interesse che il professor Moreno Palermo (già protagonista di altri due gialli di Marchitelli) mostra per la vicenda; questi è in realtà l’unico ad intuire che quegli assassinii trovano l’origine nei fatti del 1943 quando le SS compirono la strage degli ebrei sul Lago maggiore, e in particolare a Intra dove i quattro componenti una famiglia ebraica, nonostante il capofamiglia fosse un fascista convinto, furono uccisi, fatti a pezzi e bruciati nella caldaia di una scuola occupata dal comando delle SS. Un anziano testimone dei fatti dell’autunno 1943, Geremia Hirzog, sembra esser la chiave di volta per comprendere la vicenda, ma il professor Moreno non riesce a contattarlo. La narrazione si snoda tra il milanese e il Verbano e possiamo seguire il misterioso assassino nella sua ricerca degli altri criminali “impuniti”: un trio di nazisti tedeschi che non disdegnano di frequentare i luoghi dei loro crimini giovanili e che godono di protezioni ad alto livello e della rete spionistica neonazista. La partita diventa allora una partita a tre: l’assassino affiancato da un hacker, i tre nazisti e le loro spie “professioniste”, Moreno Palermo che cerca nel Verbano il supporto informativo dell’Anpi locale. Il professore tempo dopo troverà la soluzione del giallo, abbastanza casualmente, a Locarno durante il locale festival cinematografico quando il sipario su quegli avvenimento era ormai calato. E implicitamente si fa – e rilancia a noi lettori – una domanda: di fronte ai crimini impuniti è sufficiente la memoria? E chi si arroga il ruolo di vendicatore come e da chi deve esser giudicato?

