Il Castello di Monteprandone entra nel Corteo Storico della Quintana di Ascoli Piceno e parteciperà all'edizione 2022 della rievocazione storica medioevale in programma
sabato 9 luglio
ore 19:30 Piazza Ventidio Basso
Ammassamento figuranti e partenza Corteo Storico
Ore 20:30 Campo dei Giochi
Giostra della Quintana (edizione notturna) in onore della Madonna della Pace
domenica 7 agosto
ore 14:30 Piazza Ventidio Basso
Ammassamento figuranti e partenza Corteo Storico
Ore 16 Campo dei Giochi
Giostra della Quintana edizione della Tradizione in onore del Patrono Sant’Emidio
IL CASTELLO DI MONTEPRANDONE

Lo stemma è formato da un grande scudo con cinque colli (Monteprandone, Monterone, Montetinello, Monticello, Montecretaccio) che rappresentano, simbolicamente, l’intero territorio comunale al centro, il colle più alto è sovrastato da un giglio, ancora più in alto un rastrello tra i cui denti compaiono altri tre gigli.
Quest’ultimo è un segno araldico molto particolare dell’Italia medioevale, il “capo d’Angiò”. È il principale segno della frazione guelfa, adottato da famiglie e comuni, composto da tre gigli situati tra i “denti” di una figura geometrica detta rastrello o lambello, ad indicare che i colli erano fortificati.
I gigli stilizzati invece, meglio noti in araldica come gigli di Francia, rappresentano il simboli dell’arme delle dinastie reali francesi fin dalla loro origine.
La tradizione narra che fosse stato il cavaliere Brandone, al seguito di Carlo Magno, a costruire il Castrum Mons Prandonis, per questo gli antenati hanno fregiato lo stemma comunale con il simbolo della Reale Casa di Francia, su fondo giallo e azzurro.
LO STEMMA DELLA CITTA’ DI ASCOLI SULLA PORTA DA MONTE

Fino al 1292 il Comune di Monteprandone era sotto la giurisdizione e protezione del Comune di Ascoli Piceno, tanto che sopra la Porta vi è ancora oggi raffigurato lo stemma della Città Capoluogo di Provincia.
Le mura e la torre che incorniciano la Porta da Monte sono state costruite successivamente per difendere il borgo dalle incursioni dei Saraceni.
